Margherita Musella con il suo terzo romanzo "Non dimenticare di essere felice" (Kimerik editore, pagg. 230, € 16,00) è fra i ventisette autori che partecipano alla prima
edizione del premio letterario "Torre dell'Orologio" bandito e
organizzato dal Comune di Siculiana, la cui giuria è presieduta da
Simonetta Agnello Hornby. "Sono nata all'Isola di Ponza - racconta Margherita Musella a Fattitaliani
- ma a nove mesi i miei genitori si sono trasferiti all'Isola
dell'Elba per lavoro, per mezzo del quale si erano sistemati bene, ma
la vita ha girato e così senza più nulla e tre figli, fra cui io
quattordicenne, si sono mossi verso la Sardegna.
Si
sono ripresi e sono stati un grande esempio per me: ho ereditato da
loro una grande forza e fiducia nella vita e il valore della coppia come
anche l'amore per la lettura, per il mare, per il prossimo. Mi sono
sposata presto e a 19 anni avevo il mio primo diploma, marito e
figlia... nei due anni successivi sono arrivate anche le altre due
figlie. Ho aiutato mio marito nell'azienda familiare, ho conseguito il
secondo diploma, quindi mi dividevo fra il lavoro con il mio sposo, le
figlie e le supplenze".
Quando è nata l'idea di scrivere?
Ho sempre desiderato scrivere un libro, un libro sul coraggio delle donne, ma per farlo ho dovuto attendere trent'anni: infatti, appena abbiamo chiuso l'attività e ormai le figlie erano grandi e noi nonni, nonni giovani, ma sempre nonni, e mio marito mi ha invogliato finalmente a realizzare il mio sogno. E così, tra l'attenzione ai nipoti, le nostre belle camminate e la quotidianità ho iniziato il primo e poi subito dopo il secondo e immediatamente dopo il terzo libro -ora sono felicemente figlia, sposa, madre, nonna... e scrittrice!
Ho sempre desiderato scrivere un libro, un libro sul coraggio delle donne, ma per farlo ho dovuto attendere trent'anni: infatti, appena abbiamo chiuso l'attività e ormai le figlie erano grandi e noi nonni, nonni giovani, ma sempre nonni, e mio marito mi ha invogliato finalmente a realizzare il mio sogno. E così, tra l'attenzione ai nipoti, le nostre belle camminate e la quotidianità ho iniziato il primo e poi subito dopo il secondo e immediatamente dopo il terzo libro -ora sono felicemente figlia, sposa, madre, nonna... e scrittrice!
Da "Ci beviamo un caffè" a "Non dimenticare di essere felice" com'è cambiata la Musella scrittrice?
Margherita
Musella come scrittrice è sicuramente migliorata: il primo libro aveva
le sue imperfezioni e secondo alcune critiche avrei dovuto ritirarmi, ma
non mi sono arresa e con il secondo c'è stato un evidente
miglioramento: il tutto era più scorrevole chiaro e lineare; il terzo è
decisamente più accurato e scritto meglio. Naturalmente io sono
affezionata a tutte e tre le storie indistintamente.
E la Musella donna?
Come
donna sono sempre io: rimango la stessa, solo che ho ricevuto tante e
tali soddisfazioni che posso dire di sentirmi davvero felice. Di mio
sono una persona serena, ma ho il cuore sempre più pieno di gioia a
sentire quello che ho dato attraverso le parole,i pensieri, la speranza e
la fiducia nel "tutto" che ho cercato di trasmettere attraverso le mie
eroine.
A chi è rivolto direttamente e indirettamente l'invito a non dimenticare di essere felice?
Poiché
so che tutti noi siamo preoccupati da affanni più o meno gravi, vorrei
davvero che il mio messaggio di non dimenticarsi mai di essere felici -
nonostante le cose che ci capitano e che devono capitare perché è la
vita - arrivi ad ognuno... a ciascuno che incontro sul mio percorso,
attraverso la mia voce dal vivo o attraverso i miei libri.
La mia esperienza personale c'è espressamente nel personaggio di Stella, ma anche in Perla e in Marta, anche se poi in ognuna metto un po' del mio sentire .
Secondo lei, per natura, la donna è più o meno portata a considerarsi o ad essere felice?
Le donne se riflettono o son aiutate a riflettere possono essere davvero felici... ma del resto anche gli uomini.
Che cos'è per lei la felicità?
La felicità non è una cosa irraggiungilbile, anzi ... quando noi ci lasciamo andare alla sensazione di non essere soli in questa terra e nello stesso tempo siamo consapevoli che siamo responsabili di ogni persona che intreccia la nostra vita, cambia la visuale e tutto diventa semplice: tutto avrà un nuovo colore per la nostra anima. Ovvio che non è dalla mattina alla sera che si diventa consapevoli di poter essere felici con quello che si ha, ma se si inizia il percorso, poi si avranno delle immense soddisfazioni e quindi si fa girare questa energia che è solo amore.
La felicità non è una cosa irraggiungilbile, anzi ... quando noi ci lasciamo andare alla sensazione di non essere soli in questa terra e nello stesso tempo siamo consapevoli che siamo responsabili di ogni persona che intreccia la nostra vita, cambia la visuale e tutto diventa semplice: tutto avrà un nuovo colore per la nostra anima. Ovvio che non è dalla mattina alla sera che si diventa consapevoli di poter essere felici con quello che si ha, ma se si inizia il percorso, poi si avranno delle immense soddisfazioni e quindi si fa girare questa energia che è solo amore.
Come e quando è ufficialmente iniziata la sua avventura letteraria?
La mia attività letteraria era là in attesa da trent'anni, ma prima dovevo fare tutte le esperienze belle e dolorose per poi, finalmente, trasmetterle e condividerle, proprio per comunicare la mia visuale della vita: ho iniziato nel 2006 e spero vivamente - e pertanto esprimo a voce alta questo mio desiderio per attirare la sua realizzazione - di essere conosciuta per donare le mie convinzioni più profonde, per dare una mano a chi incontro a rivalutare la parola felicità e non considerarla un'utopia. Giovanni Zambito.
La mia attività letteraria era là in attesa da trent'anni, ma prima dovevo fare tutte le esperienze belle e dolorose per poi, finalmente, trasmetterle e condividerle, proprio per comunicare la mia visuale della vita: ho iniziato nel 2006 e spero vivamente - e pertanto esprimo a voce alta questo mio desiderio per attirare la sua realizzazione - di essere conosciuta per donare le mie convinzioni più profonde, per dare una mano a chi incontro a rivalutare la parola felicità e non considerarla un'utopia. Giovanni Zambito.
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